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PAPILLON

PAPILLON

1972

Area tematica
Progetto

Guido Rosati

Produzione per

Giovannetti Collezioni

Progettato da Guido Rosati per Giovannetti nel 1972, Papillon rappresenta uno dei più originali esempi di arredo trasformabile del design italiano.

Nato dall’idea di superare la tradizionale separazione tra zona pranzo e zona conversazione, interpreta la casa come uno spazio fluido, nel quale gli arredi diventano strumenti capaci di favorire l’incontro, il dialogo e la condivisione.

L’intuizione progettuale è tanto semplice quanto brillante. L’intero elemento può essere ribaltato di 90 gradi: la seduta diventa schienale e lo schienale diventa seduta, modificando istantaneamente il rapporto tra le persone e l’orientamento della conversazione.

Un unico gesto consente così di riconfigurare lo spazio senza spostare il divano, adattandolo alle diverse situazioni della vita domestica. Più che un semplice meccanismo trasformabile, Papillon introduce un nuovo modo di abitare il soggiorno.

La struttura interna in acciaio, l’imbottitura in poliuretano espanso a densità differenziata e il rivestimento completamente sfoderabile testimoniano l’attenzione di Giovannetti per la qualità costruttiva e la durata nel tempo. Il progetto dimostra come innovazione tecnica ed eleganza formale possano convivere in un oggetto di estrema semplicità d’uso.

Papillon non è concepito come un divano da collocare contro una parete, ma come un elemento libero nello spazio, capace di organizzare l’ambiente intorno a sé. La sua forma morbida e compatta diventa una vera architettura domestica che separa senza dividere, suggerendo nuovi modi di vivere e condividere gli interni.

Fin dalla sua presentazione il progetto fu fotografato dai maggiori interpreti dell’immagine del design italiano, tra cui Aldo Ballo e Oliviero Toscani, contribuendo a costruire l’identità visiva di Giovannetti.

Nel corso degli anni Papillon è entrato nelle collezioni permanenti di numerosi musei d’arte e di design, fra cui la Triennale di Milano, affermandosi come uno dei grandi classici dell’azienda. Ancora oggi continua a essere prodotto, dimostrando come le idee migliori sappiano attraversare il tempo senza perdere la loro attualità.

La sua importanza è stata riconosciuta anche in occasione di importanti eventi dedicati al design italiano: nel 2006 Giovannetti fu invitata a rappresentare il Made in Italy a Pechino con Papillon e Anfibio, mentre nel 2017 il progetto è stato protagonista della mostra “Il Design Creativo nasce a Pistoia”, organizzata nell’ambito di Pistoia Capitale Italiana della Cultura, a testimonianza del ruolo che questo oggetto continua a svolgere nella storia del design toscano.

Benvenuto in Museo Design Toscano, il primo museo che vive esclusivamente in formato digitale!

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