>
>
BAMBOO BAG

BAMBOO BAG

1947

Area tematica
Progetto

Guccio Gucci

Produzione per

Gucci

L’autarchia applicata alla creatività.

In un periodo storico in cui l’azienda, fondata a Firenze nel 1921, è costretta a confrontarsi con la scarsità delle materie prime causata dalla guerra e dal dopoguerra, Guccio Gucci trasforma un limite produttivo in una straordinaria opportunità progettuale.

Costretto a ridurre l’impiego del pellame, sperimenta materiali inconsueti per il mondo della pelletteria, come iuta, canapa, lino e bambù, dimostrando come l’innovazione possa nascere proprio dalla necessità. Da questa ricerca prende forma, nel 1947, quella che diventerà una delle borse più iconiche della storia della moda.

L’elemento più rivoluzionario è il manico in bambù, materiale fino ad allora estraneo agli accessori di lusso.

Ogni impugnatura veniva realizzata artigianalmente riscaldando la canna sulla fiamma, piegandola lentamente fino a ottenere la caratteristica forma arcuata e rifinendola con numerose mani di lacca che le conferivano il tipico colore ambrato e una sorprendente resistenza.

Quella che era nata come una soluzione alla scarsità di cuoio si trasformò rapidamente nel tratto distintivo della borsa e, più in generale, in uno dei codici estetici della maison fiorentina.

Il fascino esotico del bambù interpretava perfettamente il desiderio di rinascita del dopoguerra, evocando luoghi lontani, eleganza e libertà di viaggiare.

La consacrazione internazionale arrivò nel 1954, quando Ingrid Bergman la indossò nel film Viaggio in Italia di Roberto Rossellini.

Da quel momento la Bamboo Bag divenne una delle prime autentiche “it-bag” della storia, entrando nel guardaroba delle più grandi attrici e protagoniste del jet-set internazionale, da Elizabeth Taylor a Vanessa Redgrave, fino a diventare uno dei simboli della Dolce Vita italiana.

A oltre settant’anni dalla sua nascita, la Bamboo Bag continua a rappresentare uno degli esempi più riusciti di continuità tra tradizione e innovazione.

Ogni direttore creativo di Gucci, da Tom Ford a Frida Giannini, fino ad Alessandro Michele e Sabato De Sarno, l’ha reinterpretata secondo la sensibilità del proprio tempo senza alterarne l’identità originaria.

È la dimostrazione di come un progetto nato da un’intuizione semplice ma geniale possa attraversare le mode, mantenendo intatta la propria forza espressiva e continuando ancora oggi a scrivere nuove pagine della storia della maison fiorentina.

Benvenuto in Museo Design Toscano, il primo museo che vive esclusivamente in formato digitale!

Se ti va di sostenerci, visita il sito e diventa socio di MuDeTo. Siamo un’associazione di promozione sociale del terzo settore e il tuo contributo ci aiuterà a crescere.