testo di: Umberto Rovelli
L’irrefrenabile “conversione al digitale” di molte pratiche quotidiane unita al successo dei
social
network portano a prevedere che anche il mondo del design industriale vivrà ben presto
un’evoluzione critica.
Del momento attuale, preoccupa in particolare un fenomeno sempre più rilevante: la marcata concentrazione
comunicativa nei riguardi di alcune aree produttive italiane e non altre. Concentrazione che giocoforza
tende anche a sovrastimare il ruolo e la consistenza promotrice e riformatrice di luoghi, fabbriche, persone
ed eventi, a tutto discapito di ulteriori realtà altrettanto importanti e significative.
Nel mondo del design molto conosciuto è il Nord Italia che esprime la propria veste trainante con grande
persuasività. Al contrario, nell’immaginario collettivo, la regione Toscana è perlopiù associata ai
monumenti e alle opere d’arte del Rinascimento, ai bei paesaggi della campagna toscana o alla cultura
culinaria del territorio. Assai poco s’è tramandato e raccontato per quanto invece concerne la capacità
creativa e produttiva espressa nella modernità e nell’epoca contemporanea. E quanto, della recente o attuale
produzione industriale, sia riconducibile alle competenze progettuali e creative del capoluogo o delle
province toscane.
Proprio per scongiurare la “damnatio memoriae” che affligge il contributo toscano al progetto industriale
dagli albori dell’unità d’Italia, nel 2013 è nato il Museo del Design Toscano (MuDeTo), un’associazione
culturale, ma anche, e soprattutto, un
museo digitale in rete.
Come primo museo online al mondo in grado di raccontare e tramandare i valori creativi e produttivi
riconducibili alla regione, MuDeTo realizza per ogni prodotto inserito schede tecnico-critiche (dedicate a:
oggetto/gamma, autore/ideatore, produttore/committente) totalmente accessibili via
smartphone,
tablet e
computer, proponendo così una formula innovativa di archivio/collezione
(arricchito da testimonianze e documenti d’epoca), che funge da “scelta ragionata” di eccellenze del
territorio progettate e/o prodotte nei più diversi settori manifatturieri. Un progetto di archivio che è
divenuto fin da subito un modello per altre regioni – Friuli Venezia Giulia (
mudefri.it) e Marche (
mudema.it) – idealmente
connesse alla Toscana nell’ambizioso progetto nazionale dei “MuDe in Italy”.
Profondamente persuaso che innovazione e creatività progettuale non conoscano
enclave produttive,
MuDeTo non ha preclusioni di sorta nei riguardi dei settori da considerare nella propria cernita. Ogni anno
vengono pertanto “acquisiti” e resi disponibili online i
data sheet di almeno 6 prodotti di pregio
appartenenti a più diversi ambiti industriali: dall’arredamento alle strumentazioni tecniche,
dall’accessorio moda al
food design.
Ogni oggetto “conservato” in MuDeTo è corredato da un saggio (o “motivazione”) teso a far emergere il
contesto nel quale si colloca l’azione dei relativi autori e produttori: come e perché l’evento singolare
rappresentato dal prodotto sia da ritenersi esemplare; come e perché quel determinato oggetto abbia
acquisito rilievo e valore; le specifiche innovative, tecnologiche, di costo, di quantità, estetiche, nonché
la fortuna produttiva e l’eventuale popolarità raggiunta dal prodotto in un ben determinato lasso temporale.
Il piano dell’opera è ovviamente più vasto dell’attuale rassegna disponibile sul
web. Rispetto alle
diverse centinaia di acquisizioni previste, la “copertura” attualmente accessibile non è che la punta di un
iceberg popolato da figure eccellenti (arguti ideatori, sapienti sublimatori, previdenti
committenti, competenti commercianti) e oggetti che si sono dimostrati, antesignani, efficaci o comunque in
grado di cogliere l’interesse tanto del pubblico che del mercato.
Un numero corposo di attori e realtà produttive che MuDeTo ritiene cruciale passi definitivamente
dall’anonimato al riconosciuto protagonismo. A beneficio, in particolare, di quei “maestri” e “fabbriche”
rimasti sullo sfondo di una narrazione sempre più concentrata su aree, imprese e professionisti la cui
dialettica semplificata design/impresa appare ormai inadeguata a rappresentare un contesto complesso, come
l’attuale, conteso tra aneliti
local e necessità
global.
Con la sua attività di regesto del patrimonio storico e attuale toscano, MuDeTo intende quindi rispondere a
due ben definite esigenze oggi ampiamente inevase:
1) offrire legittimo riscontro specifico alle numerose realtà finora
colpevolmente non emerse;
2) profilare un’identità complessiva del progetto regionale che si riveli
efficace anche in termini di rivalsa collettiva, di orgoglio allargato al territorio e alle sue genti.
Agli operai come ai progettisti che, insieme, hanno contribuito e contribuiscono tuttora a definire sia la
qualità produttiva che la riuscita economica toscana.
I soci fondatori:
Luigi Trenti
Gianfranco Gualtierotti
Umberto Rovelli