Se esiste un filo conduttore che accomuna alcuni dei più celebri imbottiti progettati e prodotti in Toscana, questo è senza dubbio la capacità di trasformare un gesto semplice in un’esperienza d’uso nuova.
Più che ricercare effetti formali spettacolari, molti designer toscani hanno saputo innovare attraverso la funzionalità, dando vita a oggetti capaci di modificare la propria configurazione, adattarsi al corpo e accompagnare le diverse modalità dell’abitare contemporaneo.
Nasce così una vera e propria tradizione dell’imbottito trasformabile che attraversa oltre quarant’anni di storia del design italiano. Dall’Anfibio di Giovannetti al Superonda di Poltronova, dal Quadrone di Bardi 2 fino a L’Homme et La Femme e al Flap di Edra, il progetto non si limita a offrire una seduta, ma propone un nuovo modo di vivere lo spazio domestico, rendendolo più libero, flessibile e dinamico.
Gianfranco Gualtierotti, tra i maggiori interpreti di questa cultura progettuale e autore di numerosi prodotti di successo, spesso sviluppati in collaborazione con altri designer, si inserisce perfettamente in questa tradizione.
Dopo il progetto Europa per Zanotta, presenta nel 2006 Veliero per Dema, introducendo un innovativo sistema brevettato di regolazione degli schienali che permette di modificare in pochi secondi la profondità della seduta. Un meccanismo tanto intuitivo quanto efficace, capace di adattare il divano alle diverse esigenze d’uso senza alterarne l’equilibrio formale.
Come spesso accade ai progetti realmente innovativi, il sistema sviluppato per Veliero divenne rapidamente un punto di riferimento per il settore, ispirando numerosi produttori che negli anni successivi interpretarono e declinarono il medesimo principio con soluzioni differenti.
Ancora una volta, la forza del progetto non risiede nella complessità della tecnologia impiegata, ma nell’intelligenza con cui una semplice intuizione riesce a migliorare concretamente il rapporto tra l’oggetto e chi lo utilizza.

