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SPRING

SPRING

1973

Area tematica
Progetto

Marzio Cecchi

Produzione per

Studio Most

Progettato da Marzio Cecchi nel 1973 e prodotto a Firenze da Studio Most, il letto Spring rappresenta uno degli esiti più originali della ricerca del designer toscano sul rapporto fra struttura, funzione e forza espressiva dell’oggetto.

Presentato nello stesso anno al 7° Salon International du Meuble di Parigi, il progetto testimonia la dimensione internazionale raggiunta dalla ricerca di Cecchi già nei primi anni Settanta.

La struttura del letto è costruita attraverso un sistema di tubolari metallici di grande sezione che, curvandosi e sviluppandosi attorno al piano di riposo, definiscono una sorta di recinto continuo.

Le grandi molle elicoidali, normalmente nascoste all’interno della struttura di un letto, vengono invece volutamente portate all’esterno, sovradimensionate ed esibite: l’elemento tecnico diventa così elemento formale e segno caratterizzante dell’intero progetto.

In Spring la molla non costituisce un episodio isolato, ma si inserisce in una ricerca che Cecchi aveva già affrontato con la poltrona Balestra del 1968, nella quale l’elasticità della struttura metallica partecipa direttamente al comportamento della seduta.

Nel letto del 1973 questo principio assume una dimensione quasi architettonica: struttura, meccanismo e immagine coincidono e ciò che normalmente appartiene alla costruzione nascosta dell’arredo diventa protagonista della sua espressione.

La scala volutamente amplificata degli elementi trasforma inoltre il letto in una vera e propria microarchitettura domestica, capace di delimitare uno spazio autonomo all’interno della stanza. L’oggetto supera così la tradizionale tipologia del letto per assumere una presenza ambientale, plastica e fortemente iconica.

Spring testimonia in modo esemplare la posizione personale di Marzio Cecchi nel clima di intensa sperimentazione che caratterizza il design fiorentino tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta.

Senza identificarsi necessariamente con le esperienze organizzate del Radical Design, Cecchi condivide con quella stagione la volontà di mettere in discussione le tipologie consolidate dell’abitare, attraverso l’alterazione di scala, l’ironia, l’esibizione dei dispositivi costruttivi e un uso non convenzionale dei materiali.

La rarità degli esemplari oggi conosciuti e la precocità della presentazione internazionale contribuiscono infine a restituire a Spring il valore di una testimonianza significativa della ricerca sperimentale sviluppata a Firenze da Marzio Cecchi e Studio Most negli anni Settanta.

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