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SOSIA

SOSIA

2011

Area tematica
Progetto

Emanuele Magini

Produzione per

Campeggi

Fondata negli anni Cinquanta, Campeggi rappresenta uno dei casi più originali del design italiano dedicato all’arredo trasformabile. Sotto la guida di Claudio Campeggi, l’azienda ha costruito un’identità unica, lontana dalle logiche della produzione seriale convenzionale, facendo della sperimentazione tipologica, dell’ironia progettuale e della capacità di sorprendere il proprio tratto distintivo.

Ogni nuova collezione presentata al Salone del Mobile è stata occasione per proporre oggetti capaci di mettere in discussione il concetto stesso di arredo domestico, trasformando letti, divani e sedute in dispositivi flessibili, ludici e intelligenti. Una filosofia progettuale che ha coinvolto nel tempo alcuni tra i più significativi protagonisti del design contemporaneo, da Denis Santachiara a Lorenzo Damiani, da Vico Magistretti a numerosi giovani autori chiamati a reinterpretare il tema dell’abitare dinamico. Dopo la scomparsa di Claudio Campeggi, questa ricerca continua grazie alla nuova generazione della famiglia, che ne custodisce e sviluppa l’eredità culturale.

In questo contesto si inserisce perfettamente Sosia, progettato nel 2011 dal designer aretino Emanuele Magini. Più che un semplice mobile trasformabile, Sosia è un progetto che riflette sull’ambiguità degli oggetti e sulla continua evoluzione degli spazi domestici.

Due poltrone nascondono infatti un letto, ma possono ricomporsi in un divano, trasformarsi in un piccolo rifugio protetto, in una nicchia raccolta oppure in una sorta di micro-soggiorno.

Il progetto non si limita quindi a moltiplicare le funzioni, ma suggerisce nuovi modi di abitare lo spazio, offrendo configurazioni capaci di adattarsi ai diversi momenti della giornata e ai differenti modi di vivere la casa.

Il nome stesso, Sosia, richiama il tema del doppio e dell’identità mutevole. Le due sedute si separano, si ricompongono, si specchiano e si trasformano continuamente, dando vita a un oggetto in cui forma e funzione non sono mai definitive. La trasformazione non costituisce un semplice espediente tecnico, ma diventa il vero linguaggio del progetto: un gioco di metamorfosi che invita l’utilizzatore a interagire con l’oggetto e a reinterpretarlo ogni volta secondo le proprie esigenze.

Emanuele Magini, nato ad Arezzo, si è formato tra la Bezalel Academy di Gerusalemme e il Politecnico di Milano, dove si è laureato in Disegno Industriale. Dopo esperienze professionali in studi di architettura e design e collaborazioni con aziende internazionali, nel 2010 ha fondato il proprio studio.

La sua attività spazia dal product design agli allestimenti, con una costante attenzione agli aspetti narrativi e comportamentali degli oggetti. I suoi progetti hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Good Design Award, l’iF Design Award e la selezione nell’ADI Design Index.

La collaborazione con Campeggi rappresenta una delle espressioni più coerenti della sua ricerca, orientata a concepire il design come strumento capace di modificare il comportamento delle persone e di rendere gli oggetti protagonisti di nuove esperienze d’uso.

Con Sosia, Campeggi ed Emanuele Magini dimostrano come l’arredo trasformabile possa andare oltre la semplice ottimizzazione dello spazio, diventando un racconto progettuale sul cambiamento, sulla flessibilità dell’abitare contemporaneo e sul piacere della scoperta. Un oggetto che sintetizza perfettamente la vocazione sperimentale dell’azienda e la capacità del design italiano di coniugare funzione, ironia e invenzione.

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