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ERCOLINA

ERCOLINA

2005

Area tematica
Progetto

Paolo Grasselli

Produzione per

BRF, Casprini

Ercolina è uno di quegli oggetti rari che non si limitano a risolvere una funzione, ma mettono in scena un piccolo evento domestico. A riposo si presenta come una presenza verticale, compatta, quasi una scultura astratta; quando viene abbassata e accoglie il peso del corpo, rivela invece la propria natura di chaise longue. Non è dunque semplicemente una seduta salvaspazio, ma una vera scultura ad assetto variabile, capace di trasformare il proprio equilibrio, la propria forma e il proprio significato attraverso il rapporto diretto con l’utente.

Il progetto nasce all’interno del mondo BRF, marchio che negli anni Novanta e Duemila ha rappresentato una delle esperienze più vivaci e sperimentali dell’arredo italiano. Sotto la direzione artistica di Biagio Cisotti, BRF ha saputo raccogliere attorno a sé molti tra i protagonisti di quella stagione progettuale legata al postmodernismo, al Bolidismo e a una nuova idea di arredo come oggetto ironico, dinamico, comunicativo.

Le sue collezioni hanno proposto sedute, divani, tavoli e complementi non come presenze neutre, ma come oggetti dotati di carattere, capaci di sorprendere, divertire e suggerire nuovi comportamenti. In questo contesto Ercolina appare perfettamente coerente: un prodotto intelligente, spiazzante, ludico e insieme funzionale.

Disegnata da Paolo Grasselli per BRF nel 2005, Ercolina consente il lusso di avere una chaise longue anche in spazi ridotti, ma lo fa senza rinunciare a una forte identità formale. La sua struttura interna in metallo con contrappeso le permette di tornare automaticamente in posizione verticale quando non è più caricata dal peso del corpo. Questo gesto meccanico, semplice e sorprendente, è il cuore poetico del progetto: l’oggetto sembra animarsi, reagire, richiudersi su se stesso, per poi tornare disponibile a una nuova trasformazione.

Le linee ergonomiche, necessarie al comfort durante l’uso, diventano a riposo segni plastici e scultorei. Da qui il riferimento, già presente nella descrizione originaria, a Brancusi e Albini: da un lato la sintesi formale, quasi totemica; dall’altro la precisione funzionale e costruttiva. Ercolina vive proprio in questo equilibrio tra arte e design, tra invenzione tecnica e presenza visiva, tra oggetto d’uso e figura autonoma nello spazio.

La sua originalità sta anche nel fatto di non appartenere a una tipologia consueta. Non è una poltrona reclinabile, non è un lettino pieghevole, non è semplicemente una chaise longue: è un dispositivo abitativo che cambia stato. In questo senso può essere considerata uno degli esempi più singolari dell’arredo trasformabile contemporaneo, un prodotto difficilmente assimilabile ad altri e ancora oggi riconoscibile per la forza della sua idea.

Paolo Grasselli, formatosi all’ISIA di Firenze, ha sviluppato nel tempo un’attività articolata tra product design, interior design e art direction, collaborando con aziende come Alessi, Bonaldo, BRF, Cellularline, Ditre, Felicerossi, Tonelli, Saba, Olivetti, Modoluce e Viabizzuno. Il suo lavoro si distingue per una particolare attenzione alla relazione tra oggetto, spazio e comportamento, qualità che in Ercolina trova una delle sue espressioni più efficaci.

Il fatto che Ercolina sia rimasta nel tempo uno dei prodotti più riconoscibili e ancora commercializzati del percorso BRF/Casprini conferma la forza della sua intuizione. Non un esercizio formale, ma un oggetto capace di attraversare gli anni mantenendo intatta la propria capacità di sorpresa: una chaise longue salvaspazio, una scultura domestica, un piccolo manifesto di design intelligente e anticonvenzionale.

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