Il divano-letto Anfibio, progettato da Alessandro Becchi per Giovannetti, è considerato uno degli oggetti più rappresentativi del design italiano degli anni Settanta e uno dei più riusciti esempi di arredo trasformabile della seconda metà del Novecento.
Nato nel 1970, Anfibio interpreta perfettamente il clima culturale di quegli anni, nei quali il progetto è chiamato a ripensare il modo di abitare la casa, rendendo gli spazi più flessibili, informali e adattabili alle diverse esigenze della vita quotidiana.
Ciò che rende Anfibio straordinario è la sua apparente semplicità. A prima vista appare come un grande volume morbido e scultoreo, dalle forme generose e accoglienti; con pochi gesti si trasforma però in un vero letto matrimoniale, eliminando la tradizionale distinzione tra zona giorno e zona notte. Il nome stesso sintetizza questa duplice natura: un oggetto capace di vivere in due condizioni diverse senza rinunciare né al comfort né alla qualità estetica.
Il progetto si distingue anche per la raffinatezza costruttiva. La struttura è costituita da un telaio in profilato d’acciaio, mentre l’imbottitura in poliuretano espanso ad alta densità, rivestita con fibre acriliche termosaldate e protetta da tessuti tecnici interni, garantisce elasticità, durata e comfort.
Tutti i rivestimenti, disponibili in pelle o in un’ampia gamma di tessuti, sono completamente sfoderabili, a testimonianza dell’attenzione di Giovannetti per la qualità artigianale e la manutenzione del prodotto nel tempo.
Anfibio rappresenta inoltre una perfetta sintesi tra design radicale e produzione industriale. Le sue forme morbide e quasi antropomorfe dialogano con la cultura Pop e con la sperimentazione italiana degli anni Settanta, ma non costituiscono mai un semplice esercizio formale: ogni scelta progettuale è finalizzata a migliorare il rapporto tra il corpo, il gesto e l’oggetto, facendo della trasformabilità il vero cuore del progetto.
Fin dalla sua presentazione il successo fu straordinario. Nel 1972 Anfibio entrò a far parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York, riconoscimento rarissimo per un prodotto così recente, e nello stesso anno ottenne la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro ADI.
Protetto da due brevetti internazionali, uno per l’invenzione e uno per il disegno ornamentale, è stato prodotto in decine di migliaia di esemplari ed è oggi conservato nelle collezioni permanenti di tredici musei internazionali, tra cui il Vitra Design Museum, il Victoria and Albert Museum di Londra e la Triennale di Milano.
A oltre mezzo secolo dalla sua nascita, Anfibio continua a essere uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy. La sua longevità dimostra come un progetto davvero riuscito non segua le mode, ma riesca ad attraversarle, conservando intatta la propria capacità di sorprendere e di rispondere, con intelligenza e naturalezza, ai bisogni dell’abitare contemporaneo.

